Nel evento RAPID + TCT, Garrett Hawkins di Velo3D ha analizzato la principale sfida della stampa 3D in settori come l'aerospaziale: scalare dalla fase di prototipazione alla fabbricazione in serie. Il suo intervento ha evidenziato che la tecnologia ha superato la fase di dimostrazione, ma la sua integrazione reale nelle linee di produzione di massa richiede di affrontare sistematicamente la qualità, la catena di approvvigionamento e i costi.
Ingegneria e certificazione per la ripetibilità industriale ⚙️
Hawkins ha sottolineato che la chiave non è stampare un pezzo complesso una volta, ma produrne migliaia con proprietà meccaniche identiche e certificate. Questo richiede un controllo integrale del processo: dalla calibrazione delle macchine e la qualità della polvere metallica, alla monitoraggio in tempo reale e la tracciabilità di ogni componente. L'integrazione con sistemi di fabbricazione tradizionali è un altro punto critico per l'adozione.
Quando il tuo prototipo perfetto si scontra con la realtà di produrne 10.000 😅
È il classico dramma: passi mesi a progettare un pezzo stampato in 3D che sembra un'opera di ingegneria divina. Arriva il momento della verità e ti chiedono non uno, ma diecimila. Improvvisamente, quel processo artigianale in cui ogni strato era coccolato diventa un problema logistico. Ora tocca pensare a contenitori di polvere, manutenzione delle macchine e fogli di calcolo, non solo alla risoluzione dello strato. La transizione dal quanto è bello al a che costo per unità è di solito un brusco risveglio.