La V16 non esime dal buon senso: l'errore umano persiste

23 April 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il segnale V16 è arrivato come soluzione tecnologica per evitare il rischio di posizionare i triangoli. La DGT, con Pere Navarro, lo ha promosso perché permette di segnalare senza uscire dall'auto. Tuttavia, si osserva un problema nel suo uso reale. I conducenti attivano la luce, ma poi rimangono vicino al veicolo, replicando il pericolo che si voleva evitare. Il difetto non è del dispositivo, ma dell'azione che segue.

Un conducente attiva il segnale V16 sulla sua auto guasta, ma rimane in piedi pericolosamente vicino alla carreggiata.

Un progresso tecnico limitato dal protocollo di sicurezza 🚨

La tecnologia del V16 è chiara: un dispositivo luminoso a posizionamento magnetico o adesivo che emette una luce lampeggiante. Il suo sviluppo mirava a eliminare l'esposizione dell'utente al traffico durante la segnalazione iniziale. Tuttavia, la fase critica di sicurezza, che è abbandonare immediatamente la carreggiata, dipende esclusivamente dal conducente. Il protocollo completo richiede di posizionare il segnale, attivare le luci di emergenza e rifugiarsi dietro la barriera di sicurezza. La tecnologia non può forzare quest'ultimo passo.

Segnale magico, conducente immortale 🧙‍♂️

Sembra che alcuni pensino che il V16 generi un campo di forza impenetrabile. Lo posizionano sul tetto e subito dopo, come se fossero nel loro salotto, si mettono a controllare la ruota o a telefonare accanto alla carreggiata. La luce lampeggiante, presumibilmente, allontana le altre auto come un amuleto. La realtà è meno indulgente: un veicolo distratto non distingue tra un triangolo vintage e un segnale di ultima generazione se c'è un corpo davanti.