Una squadra internazionale ha ottenuto una mappa dettagliata di Karakorum, l'antica capitale dell'Impero Mongolo, impiegando una tecnica non invasiva. Mediante sensori SQUID, hanno mappato strutture sotterranee, tracciando strade e edifici senza spostare neanche un grammo di terra. Questo approccio preserva il sito e offre una visione nuova della pianificazione urbana di un centro di potere storico.
Come funziona la magnetometria ad alta sensibilità 🧲
La tecnologia chiave è un magnetometro SQUID, che misura variazioni infinitesime nel campo magnetico terrestre. I resti archeologici, come forni, focolari o materiali bruciati, possiedono una magnetizzazione termorimanente che altera localmente quel campo. Il sensore, montato su un sistema mobile, registra queste anomalie con grande precisione. I dati, processati in seguito, generano una mappa delle strutture sepolte, differenziando tra muri di pietra, aree di attività metallurgica o antichi depositi di rifiuti.
Gengis Kan approverebbe questa spionaggio silenzioso 🐎
È curioso che per svelare i segreti dell'impero più espansivo e temuto si usi un metodo così discreto. Mentre i suoi eserciti conquistavano a cavallo con fragore, ora alcuni scienziati passano in silenzio con un apparecchio che cattura sussurri magnetici. Senza dubbio, è una forma di spionaggio archeologico che sarebbe piaciuta allo stesso Kan: ottenere tutte le informazioni senza che il nemico, in questo caso la terra, se ne accorga nemmeno. Un'incursione tecnologica invece che militare.