L'azienda 3DCeram Sinto ha presentato un progresso nella produzione di componenti per celle di elettrolisi a ossido solido (SOEC). Utilizzando la stereolitografia (SLA), l'azienda sviluppa pezzi ceramici con geometrie complesse che mirano a ottimizzare la produzione di idrogeno e l'accumulo di energia. L'obiettivo è superare i limiti dei tradizionali design piatti, che spesso cedono con pressioni superiori a 40 millibar.
Tecnologia SLA per geometrie prima impossibili 🚀
Il metodo convenzionale di produzione dei SOEC utilizza membrane ceramiche piatte, molto sensibili alle differenze di pressione. Questo costringe all'uso di costosi recipienti a pressione per evitare rotture. 3DCeram Sinto applica la stampa 3D per creare strutture interne con canali e forme organiche. Queste nuove geometrie distribuiscono meglio la pressione e aumentano la superficie attiva, consentendo un funzionamento più stabile ed efficiente senza la necessità di schermature meccaniche così pesanti.
Addio ai serbatoi di pressione, benvenuti ai pezzi curvi 😎
Sembra che la ceramica piatta non tolleri bene alcuna differenza di pressione. Con 40 millibar va già in escandescenza e si rompe. La soluzione di 3DCeram Sinto è dare curve e angoli ai pezzi, come se fossero mobili IKEA ma senza manuale di istruzioni. Ora le membrane respirano meglio e non hanno bisogno di un serbatoio di pressione che costa quanto una macchina piccola. La tecnologia avanza, e la ceramica impara a rilassarsi.