Gonzalo Celorio difende lo spagnolo come lingua dell'indipendenza

22 April 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Lo scrittore messicano Gonzalo Celorio, recente vincitore del Premio Cervantes 2025, ha generato un dibattito linguistico e storico. In un incontro a Madrid, ha sostenuto che lo spagnolo fu lo strumento per l'indipendenza nell'America ispanica, non una mera eredità della Conquista. Secondo Celorio, questa lingua comune permise la comunicazione e la coesione necessarie per formare le nazionalità, come quella messicana.

Un escritor habla ante un mapa de América, con el español como hilo que une territorios independientes.

La lingua come protocollo di comunicazione unificato 📡

Da una prospettiva tecnica, la posizione di Celorio può essere analizzata come l'adozione di uno standard di comunicazione. Una lingua comune agisce come un protocollo aperto, simile a TCP/IP su internet, che permette lo scambio di idee e il coordinamento di azioni complesse. Senza questo protocollo unificato, i movimenti indipendentisti avrebbero affrontato una frammentazione maggiore, rendendo difficile la creazione di progetti nazionali coerenti. La lingua operò come lo strato applicativo su cui furono costruiti i discorsi di sovranità.

E pensare che tutto è iniziato con un 'ctrl+c / ctrl+v' coloniale 😏

L'ironia storica è palpabile. La stessa lingua che arrivò in manuali di dottrina e registri della corona, finì per essere il codice sorgente con cui furono scritte le proclame di ribellione. Gli indipendentisti non dovettero cercare un traduttore per un nuovo linguaggio, solo ricompilare i concetti di libertà e patria con la sintassi già installata. Un chiaro caso di sfruttare il framework dell'oppressore per sviluppare un'applicazione completamente diversa, e senza pagare licenza d'uso.