Il Dykstraflex, la macchina che rese possibile Star Wars

22 April 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Prima del 1977, filmare battaglie spaziali convincenti era un'enorme sfida tecnica. Per Star Wars, John Dykstra e il suo team alla ILM costruirono una soluzione da zero: il Dykstraflex. Questo sistema di controllo del movimento permise di registrare con precisione ripetitiva le complesse manovre di astronavi in miniatura, creando le iconiche sequenze di combattimento. Il suo impatto fu immediato e trasformativo per l'industria degli effetti visivi.

Una macchina robotica che filma un modellino di caccia X-wing su un set pieno di luci e cavi.

Ingegneria artigianale per un controllo millimetrico 🛠️

Il Dykstraflex era una piattaforma per telecamera motorizzata controllata da un computer. Questa macchina guidava la telecamera attraverso movimenti preprogrammati con una precisione che permetteva di filmare multiple riprese della stessa inquadratura. Ogni modello di astronave, illuminato in modo indipendente, veniva filmato separatamente contro uno sfondo nero. Poi, tutti i livelli venivano combinati otticamente in una singola immagine, creando l'illusione di uno spazio tridimensionale popolato da dozzine di caccia TIE e X-wing.

Quando il successo dipendeva da un mucchio di motori di proiettori 🎞️

È curioso pensare che una delle innovazioni tecniche più rilevanti del cinema sia stata assemblata con parti di ricambio. Il sistema dipendeva da motori riciclati di proiettori cinematografici, uniti a una struttura di rotaie e governati da un computer che oggi sembra una reliquia. In sostanza, il futuro degli effetti visivi fu costruito con l'equivalente cinematografico di un collage di rottame tecnologico. E funzionò alla grande, dimostrando che l'ingegnosità spesso supera il budget.