Yoshiki Yamakawa: il mago della CGI che abbraccia il passato dell’anime

08 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Yoshiki Yamakawa, veterano di J.C.Staff, costruisce la sua carriera su un paradosso: usare l'animazione digitale senza perdere l'anima degli anni '90. Il suo marchio di fabbrica è una nostalgia tecnica, dove modelli 3D convivono con sfondi disegnati a mano. Non è un semplice tecnico; è un narratore che capisce che il pixel può anche piangere o ridere se gli si dà il contesto adeguato.

Yoshiki Yamakawa, nel suo studio, fonde modelli 3D con sfondi disegnati a mano, evocando la nostalgia dell'anime degli anni '90.

Il CGI come strumento espressivo, non come stampella 🎨

Yamakawa non usa il 3D per risparmiare sui costi, ma per amplificare la comicità fisica e i momenti emotivi. In Hi Score Girl, i personaggi in 3D mantengono la rigidità degli sprite da combattimento, ma i loro gesti esagerati sono possibili solo con modelli digitali. Per DanMachi, ha creato mostri con texture quasi organiche che contrastano con il tratto semplice degli eroi. Il suo segreto: trattare il CGI come uno strato di pittura digitale su una tela analogica, non come un sostituto.

Quando il 3D ti fa ricordare che sei un adulto funzionale 🤖

Vedere i personaggi di Hi Score Girl muoversi con quella fluidità robotica è come guardare un ricordo d'infanzia renderizzato in tempo reale. Yamakawa riesce a far sì che un modello poligonale di Street Fighter II abbia più carisma di molti attori in carne e ossa. E in DanMachi, riesce a far sembrare un dungeon generato al computer più accogliente della tua stessa casa. Ironie di un regista che programma nostalgia.