Yonebayashi: lerede di Miyazaki che ha trovato la propria strada

18 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Hiromasa Yonebayashi è passato dall'essere un animatore stellare allo Studio Ghibli a diventare regista di opere come Arrietty e Il ricordo di Marnie. Il suo stile visivo, erede diretto di Miyazaki, si distingue per ritrarre emozioni sottili attraverso la natura e gli spazi domestici. Oggi, allo Studio Ponoc, mantiene quell'essenza intima e materica.

scrivania di animazione disegnata a mano in luce naturale, giovane animatore che abbozza un'espressione del personaggio su un tavolo luminoso mentre consulta una foto di foresta appuntata su una bacheca di sughero, matite acquerellabili e fogli di acetato disposti su superficie in legno, felce in vaso che proietta ombra morbida, atmosfera da spazio di lavoro ispirato allo Studio Ghibli, stile di illustrazione tecnica cinematografica, luce solare diffusa e soffusa attraverso la finestra, sottili particelle di polvere che fluttuano, grana della carta visibile, tavolozza di colori caldi e terrosi, resa fotorealistica con dettagli pittorici, immobilità emotiva nel processo creativo

L'animazione come linguaggio di trame e silenzi 🎨

Tecnicamente, Yonebayashi dà priorità al dettaglio negli sfondi e all'animazione degli elementi naturali per trasmettere stati d'animo. In Arrietty, ogni foglia e goccia di pioggia rafforza la scala minuscola dei protagonisti. In Mary e il fiore della strega, l'uso della luce e il movimento delle piante creano un'atmosfera avvolgente. Il suo metodo evita l'eccesso di dialogo, affidandosi all'espressività visiva per raccontare la storia. Le inquadrature degli interni, con le loro texture di legno e stoffa, sono tanto narrative quanto i personaggi.

Il dramma di competere con la propria ombra 🌿

Essere l'erede di Miyazaki suona bene sulla carta, ma deve essere estenuante. Immagina di dover sentire a ogni intervista: e anche tu farai magia? Yonebayashi, con pazienza, risponde realizzando film in cui la magia non esplode, ma sussurra. A volte, meno è meglio, anche se i fan continuano ad aspettarsi un calzino che cammini da solo.