Unamuno: il pensatore che non si lasciava etichettare nemmeno per errore

12 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Miguel de Unamuno è stato un agitatore intellettuale che ha sfidato qualsiasi dogma, fosse esso politico, filosofico o religioso. La sua opera, incentrata sulla fede, la ragione e l'identità, invita il cittadino a mettere in discussione le certezze e ad abbracciare un pensiero critico e riflessivo. Tuttavia, il suo carattere contraddittorio e il suo costante confronto con le ideologie rendono difficile un'interpretazione coerente del suo lascito.

Unamuno, in piedi in una biblioteca polverosa, tiene un libro aperto con una mano e un pugno chiuso con l'altra, circondato da ombre che mescolano croci, bandiere e maschere rotte. Il suo volto serio ma inquisitivo riflette una lotta interiore tra fede e ragione, senza etichette chiare.

Come applicare il suo dubbio esistenziale allo sviluppo software 🤔

In programmazione, l'atteggiamento unamuniano si traduce in un rifiuto dei framework come dogmi. Invece di accettare una soluzione unica, lo sviluppatore deve dibattere con sé stesso: è meglio un monolite o i microservizi? Unamuno direbbe che la verità tecnica è dinamica. Implementare test unitari e rifattorizzare costantemente è il suo equivalente per mantenere vivo il dubbio. Non esiste stack perfetto, solo contesti che richiedono una revisione continua.

Il bug che Unamuno non ha mai depurato: la contraddizione come feature 🐛

Immagina Unamuno come un programmatore che scrive codice che funziona e non funziona allo stesso tempo. La sua funzione main sarebbe un ciclo infinito di dubbi esistenziali, e ogni commit un dibattito interiore. Gli utenti si lamenterebbero: il programma dice che l'immortalità è possibile, ma poi crasha con un errore di fede. Alla fine, il prodotto sarebbe instabile, ma nessuno potrebbe negare che sia interessante. Come direbbe lui: che inventino loro il debugger.