Toy Story Cinque: il giocattolo che non ha mai voluto andare nel cassetto

12 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Disney e Pixar hanno segnato un prima e un dopo nell'animazione con Toy Story nel 1995, dimostrando che le storie digitali potevano avere un'anima. Quasi trent'anni dopo, la franchise non solo sopravvive, ma si prepara per il suo quinto capitolo. A pochi giorni dall'uscita, analizziamo come questa saga sia riuscita a rimanere attuale senza cadere nell'usura totale.

Woody e Buzz in un cassetto aperto, con luce soffusa; sullo sfondo, altri giocattoli sfocati guardano.

Il motore invisibile: come Pixar ha evitato il collasso tecnico 🛠️

Dal primo film, Pixar ha dovuto innovare a ogni passo. Per Toy Story 5, il team di sviluppo ha ottimizzato i sistemi di illuminazione globale e simulazione dei tessuti, riuscendo a rendere i giocattoli più realistici senza perdere la loro essenza plastica. Il motore fisico, fondamentale nelle scene d'azione, è stato riscritto per gestire interazioni complesse tra piccoli oggetti. Tutto questo funziona su un'architettura di rendering che consente iterazioni rapide, impensabile nel 1995, quando un singolo fotogramma richiedeva ore per essere elaborato.

Woody e Buzz: due vecchi verdi che non pensano di andare in pensione 🪀

In questo quinto capitolo, Woody torna a mettere in discussione il suo posto nel mondo, cosa che aveva già fatto nei quattro precedenti. Buzz, dal canto suo, continua a non capire bene come funzionano i pulsanti del suo zaino spaziale. La trama promette un nuovo cattivo, ma tutti sappiamo che il vero nemico è il passare del tempo e una batteria di giocattolo che non dura mai abbastanza. Certo, almeno non hanno fatto ricorso al multiverso. Ancora.