Il Festival di Cannes ha fatto da cornice alla première di The Match, un documentario che analizza la partita tra Argentina e Inghilterra ai Mondiali del Messico 1986, a quattro decenni di distanza. Il film esplora non solo l'aspetto sportivo, ma anche il peso storico, politico ed emotivo di un incontro che include due momenti chiave: il gol della mano de Dios e la rete che molti considerano la più brillante del secolo, entrambi opera di Diego Maradona.
La tecnologia al servizio della memoria calcistica 🎥
La produzione utilizza tecniche moderne di restauro video per recuperare il girato originale del 1986, combinato con animazioni 3D che ricreano le azioni da angolazioni inedite. I responsabili del documentario hanno applicato algoritmi di miglioramento dell'immagine per pulire la grana e stabilizzare le riprese dell'epoca, permettendo una visione più nitida. Inoltre, è stato impiegato l'audio surround per ricostruire l'atmosfera dello Stadio Azteca, con interviste a giocatori, giornalisti e testimoni che aggiungono strati di contesto storico e tecnico al racconto.
Quello che la mano de Dios non ha potuto fare: evitare il VAR ⚽
Se quel gol di Maradona con la mano fosse avvenuto oggi, il VAR lo avrebbe annullato in pochi secondi, e forse il documentario si sarebbe intitolato The Disallowed Match. Ma poiché nel 1986 non c'erano replay né arbitri video, l'arbitro tunisino Ali Bennaceur convalidò il gol e scoppiò il finimondo che già conosciamo. Quindi, mentre gli inglesi discutono ancora se fosse mano o meno, gli argentini festeggiano che la tecnologia sia arrivata tardi per quella partita. Ironie del calcio e del progresso.