Un terremoto di magnitudo 4.4 a soli 3 chilometri di profondità ha scosso i Campi Flegrei e Napoli alle 5:51 del mattino. Il movimento, uno dei più intensi dalla ripresa del bradisismo, ha ricordato il terremoto di magnitudo 4.6 del 30 giugno dell'anno precedente, il più violento in quattro decenni. I social media si sono riempiti di testimonianze di residenti svegliati dai crepitii e dal dondolio dei loro letti.
Tecnologia sismica: sensori e allerta precoce 🌍
La rete di monitoraggio dell'INGV ha registrato l'evento in tempo reale grazie a una fitta maglia di accelerometri e sismometri dispiegata nella caldera. Questi dispositivi rilevano le onde P e S per calcolare epicentro e magnitudo in pochi secondi. Sebbene il sistema di allerta precoce non abbia emesso un avviso pubblico a causa della bassa probabilità di danni strutturali, i dati raccolti consentono di affinare i modelli di deformazione del suolo e prevedere possibili variazioni nell'attività bradisismica a breve termine.
Il bradisismo: quando il suolo gioca all'ascensore 🛗
I napoletani sanno già che vivere su una caldera attiva ha i suoi vantaggi: paesaggi vulcanici, acque termali e un suolo che sale e scende come se fosse un ascensore d'albergo. Il problema è che questo ascensore non ha un pulsante di arresto di emergenza e, a volte, decide di muoversi alle 5:51 del mattino. I crepitii delle pareti sono la colonna sonora ufficiale della zona, e i residenti considerano ormai qualsiasi sveglia che non sia un terremoto di magnitudo 4.4 di una morbidezza sospetta.