La prima versione candidata di systemd 261 è già disponibile e porta con sé una novità che promette di cambiare il modo in cui vengono installati i sistemi Linux. Si tratta di systemd-sysinstall, un installatore minimalista che sfrutta gli strumenti nativi di systemd per il partizionamento e la gestione delle credenziali, copiando il sistema da un supporto di avvio temporaneo. Una scommessa per l'autosufficienza dell'ecosistema systemd.
systemd-sysinstall: installazione dal cuore stesso del sistema 🛠️
systemd-sysinstall utilizza le capacità di systemd per gestire i dischi con systemd-repart, gestire le credenziali con systemd-creds e distribuire le immagini di avvio. Il processo è semplice: si avvia da un supporto temporaneo e l'installatore copia il sistema di base sul disco, configurando partizioni, credenziali e il boot loader. Non dipende da strumenti esterni come debootstrap o pacstrap, il che lo rende leggero e coerente con il resto dell'ecosistema systemd.
systemd ora vuole essere anche il tuo installatore di fiducia 😏
Perché, certo, se systemd gestisce già i tuoi servizi, i tuoi log, le tue reti e persino i tuoi sogni bagnati, perché non dovrebbe occuparsi anche di installare il sistema? Ora potrai avere un unico binario che fa tutto, dall'accendere il kernel al chiederti se vuoi formattare la partizione di swap. Il passo logico successivo è che systemd ti prepari il caffè mentre compila il kernel, ma quello lo lasciamo per la versione 262.