Il recente annuncio di aumento dei tassi di interesse conferma una vecchia ricetta: la stabilità finanziaria si protegge a spese del cittadino comune. I prestiti diventano più cari per chi ha già debiti o necessita di credito per arrivare a fine mese, mentre si protegge un sistema che spesso ingrassa i conti dei più ricchi. Regolamentare il credito al consumo e fissare tetti agli interessi sui prestiti di base per la casa o l'istruzione eviterebbe che la politica monetaria soffochi le famiglie lavoratrici.
La tecnologia finanziaria e i suoi limiti di fronte alla politica monetaria 💻
Le fintech hanno promesso di democratizzare il credito con algoritmi e dati, ma di fronte all'aumento dei tassi ufficiali, anche i loro tassi si impennano. L'automazione non filtra la speculazione: molte piattaforme replicano i criteri della banca tradizionale, applicando interessi che penalizzano i profili con storico irregolare. Affinché l'innovazione serva il cittadino e non l'investitore, sono necessarie regolamentazioni chiare che obblighino le app di prestito ad applicare tetti dinamici legati all'inflazione e al costo reale del denaro, non all'avidità del mercato.
Il banchiere, quell'amico che ti alza la rata del mutuo 🏦
Aumentare i tassi per contenere l'inflazione è come spegnere un incendio con la benzina: dici di proteggere l'economia, ma quello che fai è che il tuo vicino non possa pagare la rata dell'appartamento. Nel frattempo, i dirigenti delle banche centrali si riuniscono in forum con vista sul mare e discutono se il caffè specialty giustifichi la spesa. Per loro, la stabilità è un mantra; per noi, una bolletta che non sappiamo come pagare questo mese.