Spotify ha annunciato una funzione di remix generati dall'intelligenza artificiale, disponibile come componente aggiuntivo a pagamento per gli abbonati Premium. L'azienda ha raggiunto un accordo di licenza con Universal Music Group (UMG) che consente agli utenti di creare versioni alternative di canzoni utilizzando prompt IA. Gli artisti possono scegliere di non partecipare, ma chi lo farà riceverà royalties per questi remix.
Ecco come funziona il motore IA per i remix 🎛️
Lo strumento utilizza modelli IA addestrati con cataloghi concessi in licenza da UMG. L'utente inserisce prompt testuali per modificare tempo, strumentazione o stile di una canzone. Il sistema genera una nuova traccia che rispetta gli accordi e la struttura originale. Ogni remix viene elaborato sui server di Spotify e archiviato come contenuto unico collegato all'account dell'utente. La funzione opera come un add-on mensile, con un costo aggiuntivo non ancora rivelato. Gli artisti che scelgono di partecipare riceveranno royalties proporzionali all'uso delle loro opere.
Ora chiunque può fare il DJ senza alzarsi dal divano 🎧
La funzione promette di democratizzare la creazione musicale, il che in pratica significa che il tuo vicino potrà trasformare una ballata per chitarra in un brano reggaeton semplicemente chiedendolo all'IA. La cosa curiosa è che gli artisti possono decidere se vogliono che la loro opera venga remixata o meno. Alcuni diranno di no, ma molti accetteranno sicuramente vedendo arrivare le royalties. Alla fine, la musica trova sempre il modo di farsi pagare il pedaggio, anche se digitale.