SpiNNaker2: dieci milioni di nuclei per simulare il cervello

19 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

SpiNNaker2 arriva come la seconda generazione di processori neuromorfici, progettata per emulare reti neurali biologiche su larga scala in tempo reale. Con dieci milioni di core ARM integrati, questo sistema mira a replicare l'attività di parti del cervello umano, offrendo uno strumento per ricercatori nel campo delle neuroscienze e dell'informatica.

Wafer di chip neuromorfico che brilla con milioni di core di processori ARM disposti in schemi di reti neurali, flussi di dati che scorrono tra i core come sinapsi biologiche, ricercatori che analizzano la simulazione cerebrale in tempo reale su display olografici, manipolatore robotico che collega il wafer al sistema di raffreddamento, tracce elettriche blu e arancioni che pulsano di attività, stile di visualizzazione ingegneristica, strutture del die di silicio ultra-dettagliate visibili, illuminazione drammatica da laboratorio con sfondo scuro, rendering tecnico fotorealistico, superfici metalliche ad alto contrasto

Architettura massivamente parallela per la simulazione biologica 🧠

Ogni core ARM in SpiNNaker2 funziona come un neurone virtuale, comunicando tramite eventi simili ai picchi sinaptici. La piattaforma utilizza una rete di interconnessione a maglia che consente il traffico di dati tra i nodi senza colli di bottiglia. Il design privilegia l'efficienza energetica, consumando meno di un supercomputer tradizionale, e si concentra su modelli di apprendimento come STDP (plasticità dipendente dal tempo di scarica).

Il cervello di silicio che ancora non sa fare il caffè ☕

Con dieci milioni di core, SpiNNaker2 può simulare una colonia di formiche o un pezzo di corteccia cerebrale, ma ancora non riesce a ricordare dove hai lasciato le chiavi. I ricercatori celebrano che il sistema elabora le informazioni come un cervello biologico, anche se con un vantaggio: non si lamenta quando gli chiedi di eseguire lo stesso ciclo diecimila volte. L'intelligenza artificiale ha ancora molto da imparare dalla biologia, ma almeno non chiede ferie.