Sony presenta i suoi nuovi televisori Bravia in mezzo a una ristrutturazione interna che mette in dubbio il futuro delle sue tecnologie di elaborazione delle immagini. L'azienda giapponese cerca redditività, e questo potrebbe significare la fine dei costosi schermi con pannelli personalizzati e algoritmi esclusivi. Per gli appassionati di home cinema, questa generazione rappresenta un possibile addio.
Elaborazione cognitiva contro la standardizzazione del mercato 🧠
I nuovi modelli integrano il processore XR con aggiornamenti nella mappatura del contrasto e nella gestione del colore. La tecnologia Acoustic Surface Audio è ancora presente, sebbene in versioni più sottili che riducono la risonanza. Il problema è che i marchi cinesi avanzano con pannelli ad alta frequenza di aggiornamento a prezzi più bassi, e Sony deve decidere se continuare a investire in algoritmi proprietari o unirsi alla tendenza degli schermi generici con software di base.
La mossa maestra: vendere caro prima che si noti il calo 💸
Sony sa che i suoi fedeli seguaci sono nervosi. La strategia è chiara: lanciare questi Bravia con un prezzo elevato e sperare che la paura di perdere la qualità storica faccia impennare le vendite. Nel frattempo, sui forum si specula se il prossimo modello arriverà con un cartello che dice Fatto con amore, prima che ci arrendessimo. Qualcuno deve pagare il conto per le nuove cuffie della divisione giochi.