La spesa del Senato per gli spostamenti dei suoi senatori ha raggiunto 1.008.851 euro nel primo trimestre del 2026, la cifra più alta dell'ultimo decennio. L'incremento del 7% rispetto all'anno precedente è spiegato dall'intensa attività parlamentare, con 24 sessioni di commissioni d'inchiesta promosse dal PP, che ha abilitato persino il mese di gennaio per lavorare su temi come il caso Koldo, la dana o la SEPI.
Come la gestione dei voli fa lievitare i costi parlamentari ✈️
La voce, che copre viaggi ufficiali, politici e parlamentari, include anche cancellazioni e cambi di biglietto. In un contesto in cui la maggioranza assoluta del PP ha creato sette commissioni, la logistica degli spostamenti è esplosa. Dal punto di vista della gestione delle risorse, questo aumento riflette un modello comune nelle amministrazioni con alta attività: senza un sistema di ottimizzazione delle rotte o di acquisto anticipato, le spese di trasporto tendono a gonfiarsi. La mancanza di un controllo dei costi più rigoroso nell'acquisto dei biglietti permette a ogni commissione di generare un stillicidio di euro in voli e treni.
Il Senato scopre che gennaio esiste anche per volare 😅
Chi l'avrebbe mai detto: dopo anni a considerare gennaio un mese morto per la politica, il Senato ha scoperto che si può lavorare in quel mese... e spendere in biglietti aerei come se non ci fosse un domani. Con 24 commissioni d'inchiesta, i senatori hanno dimostrato che per viaggiare non servono le vacanze. Certo, il record di spesa per i viaggi non include il caffè dei distributori automatici, che sicuramente sarà anch'esso aumentato. L'efficienza, quella grande sconosciuta, è andata in viaggio.