La numero uno del mondo, Aryna Sabalenka, ha debuttato al Roland Garros con un trionfo per 6-4 e 6-2 contro Jessica Bouzas Maneiro. La bielorussa è partita come un uragano con un 4-0 nel primo set, ma una cascata di errori non forzati ha permesso alla spagnola di pareggiare il punteggio. Sabalenka ha reagito in tempo per chiudere il parziale e ha dominato il secondo set con autorità, evidenziando il suo miglioramento nelle salite a rete come risorsa affidabile sulla terra battuta.
La rete come toppa tecnica contro l'inconsistenza 🎾
Sabalenka ha commesso più errori del desiderabile dal fondo, ma la sua strategia di accorciare i punti con le volée le ha dato risultati. Secondo i dati della partita, ha vinto il 75% dei punti quando è salita a rete, una percentuale alta per una giocatrice che non si caratterizza per questa risorsa. La bielorussa ha spiegato che lavora sulla transizione all'attacco per non dipendere solo dalla sua potenza dal fondo campo. In un torneo dove la terra rallenta il gioco, questa variante le permette di rompere i ritmi e fare pressione su avversarie meno abituate a difendere vicino alla rete.
Dall'uragano alla frenata: il set che quasi le scappa ⚡
Partire 4-0 e finire per vincere 6-4 è come andare a 200 km/h in autostrada e dover frenare di colpo perché c'è un controllo. Sabalenka ha regalato una manciata di giochi con errori che sembravano da principiante, ma ha avuto la fortuna che Bouzas Maneiro non abbia saputo sfruttare il momento. La spagnola, comunque, si è portata a casa il premio per la resistenza passiva: vedere la numero uno del mondo sbagliare dritti senza opposizione deve essere una magra consolazione. Alla fine, la bielorussa ha ricordato che per essere la migliore non serve essere perfetta, solo meno peggio di quella di fronte.