Un recente studio sul Journal of the American Medical Association rivela che i divieti all'aborto dopo la decisione Dobbs del 2022 stanno influenzando la gestione degli aborti spontanei, la complicanza più comune della gravidanza. In 14 stati con restrizioni, si è ridotto l'uso di farmaci per trattare questo problema, che colpisce un milione di donne all'anno.
Protocolli medici alterati dalla legislazione restrittiva 🏥
Lo studio ha confrontato i dati delle assicurazioni sanitarie tra stati con e senza divieti. Negli stati restrittivi, la gestione farmacologica degli aborti spontanei è diminuita e, quando venivano usati farmaci, si optava meno per la combinazione di mifepristone e misoprostolo, il protocollo più efficace. Ciò suggerisce che le leggi contro l'aborto stanno generando confusione clinica, portando i medici a evitare trattamenti che vengono utilizzati anche per le interruzioni volontarie.
Ironia legislativa: vietare l'aborto complica anche quelli non desiderati 🤦
Sembra che alcuni legislatori abbiano creduto che vietare l'aborto fosse come disattivare un pulsante nel corpo umano. Ma si scopre che la biologia non capisce le leggi. Ora, le donne con aborti spontanei ricevono trattamenti meno efficaci perché i farmaci sono gli stessi usati per gli aborti volontari. È come vietare gli estintori perché vengono usati anche per incendi dolosi. La logica, signori, la logica.