Otto decenni di progressi femminili in Italia, la mostra che lo racconta

29 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La mostra Le donne della Repubblica, con 122 scatti dell'archivio ANSA, ripercorre 80 anni di conquiste femminili dal 1946. Espone traguardi come la prima sindaca e la recente legge contro il femminicidio, ma evidenzia anche che solo la metà delle donne ha un impiego stabile e che la violenza di genere persiste. Il cammino verso la reale uguaglianza è ancora lungo e richiede azioni concrete.

montaggio fotografico su parete di galleria, mani femminili che tengono strumenti di ingegneria e documenti legali, gruppo eterogeneo di donne italiane di diversi decenni che camminano insieme in avanti, una giovane donna che indica uno schermo digitale con grafici di statistiche lavorative e violenza di genere, sfondo con colonne di marmo e luce soffusa da museo, stile cinematografico realistico, illuminazione morbida e drammatica, ombre profonde, texture di carta fotografica antica mescolata a superfici metalliche moderne, illustrazione tecnica fotorealistica

Dati e algoritmi contro il divario di genere 📊

L'analisi delle cifre lavorative rivela che il tasso di occupazione femminile in Italia si attesta intorno al 50%, ben al di sotto della media europea. Le piattaforme di intelligenza artificiale applicate al mercato del lavoro potrebbero aiutare a identificare pregiudizi nelle assunzioni, ma senza politiche attive di conciliazione e formazione digitale, il divario retributivo non si colmerà. La tecnologia è uno strumento, non la soluzione finale.

La parità di genere, quel progetto che rimanda sempre al prossimo capitolo 🐢

Vedere 122 foto di donne pioniere è stimolante, finché non ricordi che nel 2025 c'è ancora chi discute se le italiane debbano chiedere il permesso per lavorare. Nel frattempo, il Parlamento discute leggi con la stessa velocità con cui si asciuga il cemento fresco. Avanziamo, sì, ma a passo di lumaca con i postumi. La mostra è uno specchio: riflette i successi e, sullo sfondo, la lunga ombra di ciò che manca.