L'attivista e vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, è stata temporaneamente rilasciata in Iran per ricevere cure mediche d'urgenza. Secondo i suoi sostenitori, ha subito due presunti attacchi cardiaci mentre era detenuta nel carcere di Zanjan. Sebbene sia fuori dalla cella, rimane sotto misure legali e il suo futuro resta incerto.
Sistemi di monitoraggio cardiaco in ambienti ad alta sicurezza 💓
La tecnologia di telemedicina e i dispositivi portatili per ECG hanno fatto progressi per consentire un monitoraggio costante dei pazienti in condizioni estreme. Tuttavia, nei centri penitenziari di alta sicurezza, l'implementazione di questi sistemi è spesso limitata dalla mancanza di infrastrutture o da restrizioni all'accesso ai segnali mobili. Un sensore del ritmo cardiaco collegato a una rete locale potrebbe allertare il personale medico in caso di crisi, ma poche prigioni nel mondo dispongono di questo livello di attrezzatura.
Il cuore della resistenza batte (e a volte si ferma) 💔
È curioso che in un paese dove si controlla persino il polso di internet, non riescano a controllare il polso reale di una prigioniera illustre. Due infarti in custodia e la soluzione è una cauzione medica, come se il cuore chiedesse ferie pagate dal regime. Almeno la tecnologia di monitoraggio cardiaco rimane più affidabile della giustizia iraniana, che batte solo quando le conviene.