Meta ha attivato la modalità incognito per la sua intelligenza artificiale su WhatsApp e nell'app indipendente, un ulteriore livello di privacy che promette di cancellare le tracce delle tue conversazioni. La novità sta nel fatto che nemmeno l'azienda stessa potrà spiare cosa chiedi al chatbot, un salto di qualità rispetto ad altre alternative sul mercato che di solito conservano i registri per addestrare i loro modelli.
Elaborazione privata: il segreto tecnico dietro la protezione 🛡️
La funzione si basa sulla tecnologia Private Processing di WhatsApp, che esegue i messaggi all'interno di Trusted Execution Environments o TEE. Questi ambienti isolati nell'hardware garantiscono che i dati vengano elaborati senza che nessuno, nemmeno Meta, possa accedervi durante o dopo la conversazione. È un approccio simile alla crittografia end-to-end, ma applicato al calcolo dell'IA, impedendo che le richieste vengano archiviate o siano visibili all'azienda.
Modalità incognito: ciò che Zuck non vuole che tu sappia delle tue domande 🤫
In pratica, ora potrai chiedere a Meta AI se la tua ex è stato un errore senza che Mark Zuckerberg lo venga a sapere e lo commenti alla cena del Ringraziamento. L'ironia è che la stessa azienda che vive dei tuoi dati ti offre uno strumento per nasconderli, come se il lupo ti vendesse un giubbotto antiproiettile. Ma vabbè, almeno le tue domande sulle ricette di brownies alla cannabis rimarranno nel più assoluto segreto.