La prima ministra italiana, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera a Ursula von der Leyen per chiedere che la crisi energetica venga affrontata con la stessa rapidità della spesa militare. Propone di flessibilizzare le regole fiscali per alleviare il peso su famiglie e industrie colpite dall'aumento dei costi. Il suo argomento è chiaro: la sicurezza energetica deve essere un pilastro strategico europeo, allo stesso livello della difesa.
Il dilemma tecnico della rete elettrica europea ⚡
La proposta di Meloni si scontra con la realtà tecnica di un'infrastruttura elettrica frammentata. L'integrazione delle rinnovabili richiede sistemi di accumulo e una rete di interconnessione robusta, un obiettivo ancora lontano dall'essere raggiunto. Senza un investimento coordinato in batterie su larga scala e in una digitalizzazione della rete che permetta di gestire i picchi di domanda, qualsiasi flessibilità fiscale sarà un cerotto su un tubo rotto. L'urgenza è reale, ma la pianificazione tecnica è lenta.
Bruxelles, tra missili e prese 🔌
Se l'UE tratta l'energia come la difesa, forse presto vedremo un Eurofighter fare rifornimento a un distributore o carri armati corazzati ricaricarsi a una colonnina. L'idea di Meloni suona bene: spostare soldi da una parte all'altra come se fosse un gioco di sedie. Ma mentre i ministri dibattono, le bollette salgono e gli industriali sognano che, almeno, venga dichiarata loro guerra per avere la priorità.