Mezzo secolo a Tinduf: la lotta saharawi contro loblio

18 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Cinque decenni dopo il loro insediamento nel deserto algerino, oltre 170mila rifugiati saharawi sopravvivono in campi dove il caldo estremo, l'isolamento e la mancanza di risorse sono la norma. La dipendenza dagli aiuti internazionali è totale, e la paura di essere dimenticati in un mondo con crisi costanti cresce ogni giorno.

Un anziano saharawi guarda l'orizzonte desertico sotto un sole cocente, con tende e bandiere della RASD sullo sfondo.

Spiegamento tecnologico nel deserto: la connettività come frontiera 📡

Le infrastrutture di telecomunicazione nei campi sono limitate. La copertura mobile dipende da antenne satellitari e ripetitori di segnale che funzionano con pannelli solari, data l'assenza di una rete elettrica stabile. Progetti di radio digitale e accesso a internet tramite fibra ottica sono stati implementati da agenzie di cooperazione, ma la larghezza di banda è ridotta e la manutenzione delle apparecchiature è complessa a causa della sabbia e delle temperature estreme.

Il wifi del deserto: più lento di un dromedario con i postumi di una sbornia 🐪

La velocità di connessione nei campi è così bassa che scaricare un meme richiede più tempo che montare una tenda. I giovani saharawi hanno sviluppato una pazienza stoica: aspettano cinque minuti per caricare un video di un minuto. Almeno, quando il vento abbatte l'antenna, hanno la scusa perfetta per dare la colpa alla meteorologia e farsi un pisolino al sole.