La leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado ha proposto da Washington D.C. la necessità di rinnovare il Consiglio Nazionale Elettorale come passo preliminare per nuove elezioni. Esige un CNE che rispetti la Costituzione, senza affiliati politici e con figure onorevoli che generino fiducia. Chiede anche di depurare il registro elettorale per milioni di venezuelani dentro e fuori dal paese, con osservazione internazionale continua.
Tecnologia elettorale: registro digitale e osservazione remota 🖥️
Un CNE rinnovato potrebbe implementare sistemi di registrazione biometrica e database decentralizzati per depurare il registro elettorale. L'osservazione internazionale continua richiederebbe piattaforme sicure di monitoraggio in tempo reale, con crittografia end-to-end per evitare manipolazioni. L'aggiornamento dei dati dei venezuelani all'estero richiederebbe portali web con verifica dell'identità tramite riconoscimento facciale, tecnicamente fattibile ma politicamente complesso nel contesto attuale.
Il CNE nuovo, ma ancora da inaugurare 🐱
La richiesta di Machado suona tanto logica quanto chiedere che un orologio rotto segni l'ora giusta due volte al giorno. In Venezuela, rinnovare il CNE è come cambiare nome a un gatto randagio: lo stesso miagolio, collare diverso. E se inoltre chiede figure onorevoli, bisognerebbe cercare nella lista delle specie in via di estinzione. Nel frattempo, milioni aspettano di votare, ma prima bisogna vedere se il nuovo CNE non finirà per essere lo stesso cane con un guinzaglio diverso.