Il Museo di Belle Arti di Valencia ha organizzato una mostra che si presenta a Malaga, incentrata sul barocco naturalista dei fratelli Ribalta. La mostra mette in risalto l'opera di Francisco e Juan Ribalta, pittori valenciani del XVII secolo che furono pionieri nello sviluppo di uno stile naturalista all'interno del barocco spagnolo. Attraverso una selezione dei loro dipinti, la mostra esplora come questi artisti abbiano catturato la realtà con un forte senso della luce, del dettaglio e dell'emozione, influenzati dal tenebrismo di Caravaggio.
Il tenebrismo come motore visivo della scena barocca 🎨
La tecnica dei Ribalta si basa su contrasti di luce e ombra per modellare i volumi e dirigere lo sguardo dello spettatore. Francisco ereditò la tradizione della scuola valenciana, ma fu Juan a portare il naturalismo verso un realismo più crudo. In dipinti come San Pietro penitente, l'illuminazione focalizzata ricorda i chiaroscuri di Rembrandt, sebbene senza raggiungerne la complessità. La tavolozza è terrosa, con fondi scuri che accentuano l'espressione dei volti. Uno sviluppo tecnico che, nonostante la sua efficacia, ebbe una diffusione limitata al di fuori della Corona d'Aragona.
La luce di Caravaggio, ma senza il dramma italiano 🕯️
I Ribalta presero in prestito il tenebrismo di Caravaggio, ma lo applicarono con la sobrietà di chi non vuole creare scandalo. Mentre l'italiano dipingeva santi con piedi sporchi e sguardi sfidanti, i valenciani optarono per un realismo più contenuto, come se temessero che il vescovo di turno li richiamasse all'ordine. Il risultato sono quadri devoti dove i santi sembrano appena usciti da un ritiro spirituale, non da una taverna. Una versione light del barocco che, almeno, non offendeva nessuno.