I Giochi della Fame: una distopia che oggi si guarda con vertigine

14 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La saga de Hunger Games mantiene la sua attualità come monito sulla guerra e la sopravvivenza, ma rileggerla oggi non è una passeggiata al Campidoglio. Il suo approccio realistico, lontano dalla fantasia escapista, la rende un piatto difficile da digerire in tempi in cui la realtà sembra già un reality show. Inoltre, c'è un problema tecnico che non aiuta: la macchina da presa tremolante del primo capitolo.

Una Katniss sfocata, con arco teso, dietro una macchina da presa tremolante; sfondo grigio di sabbia e fumo.

Il tremore di Gary Ross: un documentario che fa venire le vertigini 🎥

Gary Ross ha cercato uno stile documentaristico per il primo film, ma l'uso eccessivo della macchina a mano risulta fastidioso per lo spettatore odierno. La tecnica, che tenta di trasmettere caos e urgenza, provoca un'esperienza visiva instabile che contrasta con la cinematografia più stabile a cui siamo abituati. Invece di immergerci nell'arena, ci scuote senza pietà. È come guardare una partita di calcio filmata da uno spettatore in mezzo alla tifoseria: realistica, ma non per questo piacevole.

Come sopravvivere alla nausea dei giochi 🤢

Guardare Hunger Games oggi è come salire su un ottovolante senza aver preso un Dramamine. La macchina da presa trema più di un tributo durante l'estrazione, e ci si ritrova a chiedersi se la vera prova di sopravvivenza non sia resistere al film senza chiudere gli occhi. Almeno, quando ti viene la nausea, puoi dare la colpa a Gary Ross e non alla mancanza di pane.