La scrittrice franco-marocchina Leila Slimani, durante la sua residenza a Madrid legata al Museo del Prado, osserva le fucilazioni di Goya e le meninas di Velázquez per denunciare l'ossessione contemporanea di avere ragione. Nella sua analisi, la società odierna combatte una lotta costante per imporre punti di vista, generando polarizzazione e violenza che ricordano i disastri della guerra rappresentati dai maestri del museo.
Algoritmi che dipingono trincee digitali 🎨
Lo sviluppo di piattaforme e sistemi di raccomandazione ha ottimizzato la conferma dei pregiudizi invece del dialogo. Gli algoritmi danno priorità ai contenuti che generano reazioni viscerali, intrappolando gli utenti in bolle dove la ragione altrui è un nemico. Così, la tecnologia replica la dinamica dei quadri di Goya: ogni schermo è una tela dove si combatte una battaglia per la verità assoluta, senza spazio per il dubbio o la complessità.
L'app definitiva per avere sempre ragione 📱
Slimani suggerisce che il prossimo grande successo nello sviluppo sarà un'applicazione che, rilevando un argomento contrario, proietti un filtro di Goya sull'interlocutore per farlo sembrare un personaggio delle sue pitture nere. L'utente potrà sentirsi superiore senza sforzo, validato da un algoritmo che gli sussurra: tu hai ragione, l'altro è pazzo. Una soluzione tecnologica per non dover ascoltare.