Lo scorso fine settimana, l'alpinista francese Mael Le Lagadec ha completato un'ascensione di 35 chili fino alla vetta dell'Aneto. Non trasportava provviste né materiale da campeggio, ma una croce di noce da lui stesso intagliata. L'iniziativa mira a riportare il simbolo a 3.404 metri, un mese dopo che la croce originale in alluminio, di 100 chili e quasi 75 anni di età, era stata strappata e vandalizzata.
Il noce come materiale tecnico: resistenza contro l'alluminio perduto 🪵
Le Lagadec ha optato per il noce, un legno denso e durevole che offre una buona resistenza agli agenti atmosferici senza il peso dell'alluminio originale. Con 35 chili, la nuova struttura riduce il carico del 65% rispetto alla precedente, facilitando il trasporto in condizioni di montagna avverse. L'intaglio manuale dell'alpinista ha adattato il pezzo per resistere a venti forti e alla corrosione dell'alta montagna, sebbene il legno richiederà una manutenzione periodica per evitare il degrado dovuto a umidità e ghiaccio.
L'Aneto recupera il suo ornamento: ora manca solo che duri più di un selfie 😅
Dopo settimane di vetta spopolata, la cima dell'Aneto ha di nuovo il suo accessorio caratteristico. Certo, il nuovo modello è in legno massello, nel caso qualche energumeno decida di ripetere lo scherzo di strappare il precedente. Almeno, se qualcuno tenterà di portarsela via, suderà sette camicie per trascinare 35 chili in discesa. Chi l'ha messa ha già dimostrato che è più facile salirla che rubarla.