La scoperta nella grotta di El Mirón (Cantabria) di una donna sepolta 19.000 anni fa, ricoperta di ocra rossa e accompagnata da un blocco di pietra con incisioni, rappresenta una pietra miliare nell'archeologia peninsulare. Questo contesto funerario, noto come la Dama Rossa, offre un'opportunità unica per applicare tecniche di conservazione digitale. La fragilità dei pigmenti e dei segni litici richiede una registrazione non invasiva.
Fotogrammetria e scansione 3D del blocco inciso 🏺
L'applicazione della fotogrammetria ad alta risoluzione sul blocco di pietra consentirebbe di catturare ogni tratto inciso con una precisione submillimetrica. Attraverso un insieme di immagini convergenti e l'uso di luce radente, si potrebbe esaltare il rilievo delle incisioni, che a occhio nudo risultano quasi impercettibili. Parallelamente, la scansione 3D dello scheletro, incluse le aree con resti di pigmento rosso, genererebbe un modello volumetrico che conserverebbe la posizione esatta dei frammenti di ocra. Questa nuvola di punti servirebbe come base per un gemello digitale della sepoltura, permettendo ai ricercatori di ruotare, misurare e studiare la disposizione dei resti senza manipolarli fisicamente.
Ricostruzione virtuale e diffusione sicura 🖥️
Con i modelli 3D integrati, si potrebbe ricreare virtualmente la scena funeraria originale. Questa ricostruzione permetterebbe di analizzare ipotesi sul significato simbolico delle incisioni e la loro relazione spaziale con il corpo tinto di rosso. Inoltre, pubblicando questi dati in repository aperti, qualsiasi ricercatore potrebbe accedere al ritrovamento senza recarsi in Cantabria. La diffusione digitale evita il degrado dell'originale dovuto all'esposizione alla luce o all'umidità, garantendo che la Dama Rossa rimanga intatta per le generazioni future mentre il mondo esplora la sua storia.
Come è stata affrontata la digitalizzazione e la ricostruzione virtuale del contesto funerario della Dama Rossa di El Mirón rispettando l'integrità del patrimonio archeologico di 19.000 anni
(PS: e ricorda: se non trovi un osso, puoi sempre modellarlo tu stesso)