Il giudice Kenneth Karas, del Tribunale Distrettuale di White Plains, New York, ha ordinato la pubblicazione di una nota manoscritta attribuita a Jeffrey Epstein. Il documento, rimasto sigillato per anni, è stato diffuso su richiesta del quotidiano The New York Times. La nota, presumibilmente scritta prima della sua morte nel 2019, riaccende il dibattito sulle circostanze del suo decesso.
Il documento dimenticato che torna alla luce digitale 📜
La liberazione di questo testo avviene in un contesto in cui la trasparenza giudiziaria avanza lentamente. Il sistema di sigillatura dei documenti nei casi di alto profilo opera spesso secondo criteri opachi. La richiesta del NYT ha forzato una revisione che ora espone un frammento delle prove. Non ci sono metadati né analisi forense digitale che verifichino l'autenticità dello scritto, ma la sua semplice esistenza solleva domande sulla gestione delle prove nei casi federali.
Epstein scrive più di alcuni utenti di Twitter viventi ✍️
La cosa curiosa è che un imprenditore che ha zittito tante vittime ora parli dall'aldilà con una nota manoscritta. Mentre alcuni influencer hanno bisogno di un team di redattori per un tweet, Epstein si è preso la briga di lasciare un testo postumo. Certo, la grafia è più leggibile di quella di molti medici. Forse il giudice dovrebbe pubblicare anche il rapporto dell'autopsia, ma questo sarebbe già chiedere troppo.