Giappone punta su idrogeno e ammoniaca come combustibile chiave

18 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il Giappone ha puntato lo sguardo sull'idrogeno come pilastro della sua futura strategia energetica. Con l'obiettivo di raggiungere dodici milioni di tonnellate annue entro il 2040, il paese esplora l'ammoniaca come combustibile di transizione. Questa mossa mira a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e ad avanzare verso la decarbonizzazione, sebbene il percorso sia irto di sfide tecniche e logistiche.

Un futuristico impianto industriale giapponese con serbatoi bianchi di idrogeno e ammoniaca, circondato da tubazioni e un cielo sereno, a simboleggiare la transizione energetica pulita.

Ammoniaca: il ponte tecnico verso l'idrogeno pulito 🌱

L'ammoniaca, composta da azoto e idrogeno, offre una soluzione pratica per lo stoccaggio e il trasporto dell'idrogeno. A differenza dell'idrogeno puro, l'ammoniaca si liquefa a temperature più elevate e richiede meno energia per la sua gestione. Il Giappone prevede di utilizzarla in centrali elettriche e come combustibile marittimo, bruciandola direttamente o decomponendola per estrarre l'idrogeno. Tuttavia, la sua combustione genera ossidi di azoto, il che obbliga a sviluppare sistemi di cattura per evitare emissioni inquinanti.

L'odore di ammoniaca: il nuovo profumo nipponico 😅

Certo, perché niente dice futuro pulito come un combustibile che odora di detergente per vetri. Il Giappone si prepara affinché le sue centrali elettriche odorino di prodotto per la pulizia industriale, mentre gli ingegneri sognano che l'ammoniaca non finisca per essere il gas che allontana i turisti da Tokyo. Almeno i vicini sapranno quando si accende il riscaldamento. Certo, se qualcuno chiede dell'odore, che dicano che è l'aroma della transizione energetica.