Jabois e il silenzio educativo: imparare il sesso per strada, non sul divano

24 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Manuel Jabois pubblica La víspera, un romanzo sui silenzi che sostengono le famiglie. In un'intervista, lo scrittore critica la moda di verbalizzare ogni aspetto dell'educazione, confessando che gli provoca rifiuto vedere genitori seduti a parlare di sesso con i propri figli. Jabois sostiene che i bambini scoprano certi argomenti da soli, come la sua generazione degli anni '80 ha imparato per strada o a scuola.

due bambini degli anni '80 che camminano su una strada acciottolata, uno indica un disegno di graffiti sbiadito su un muro di mattoni mentre l'altro si china incuriosito, edificio scolastico distante con finestre aperte visibili, nessun adulto presente, stile fotorealistico cinematografico, calda luce dorata del pomeriggio che proietta ombre lunghe, profondità di campo ridotta focalizzata sul gesto esplorativo dei bambini, superfici strutturate in pietra e mattoni, grana cinematografica nostalgica, leggera sfocatura da movimento nelle braccia che oscillano durante la camminata, scena tecnica che dimostra la scoperta non supervisionata

La tecnologia della scoperta: algoritmi contro il silenzio 🤖

La posizione di Jabois si scontra con il design delle piattaforme attuali, dove gli algoritmi spingono contenuti sessuali ai bambini fin da tenera età. Mentre lui difende l'apprendimento organico per strada, i sistemi di raccomandazione hanno eliminato quel margine di scoperta. La sfida tecnica per gli sviluppatori è creare filtri che non iperproteggano né espongano i minori, un equilibrio che né i modelli linguistici né le API di moderazione risolvono del tutto.

La toppa definitiva: parlare con i figli come nel 1985 🕹️

Forse la soluzione non è un nuovo algoritmo, ma tornare al manuale degli anni '80: lasciare riviste dimenticate in salotto e aspettare. Mentre i genitori programmano conversazioni imbarazzanti con PowerPoint, Jabois suggerisce che anche il silenzio educa. Una posizione che, in piena era di notifiche costanti, suona come un reset di fabbrica: spegnere il cellulare e lasciare che i bambini sbaglino da soli.