Il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha chiesto all'Unione Europea di ampliare le esenzioni del Patto di Stabilità per coprire l'aumento dei costi energetici, aggiungendosi a quelle già applicate alle spese per la difesa. La proposta si basa sulle clausole nazionali di salvaguardia del piano Prontezza 2030, che consente deviazioni fino al 1,5% del PIL annuo fino al 2028.
Il dilemma tecnico di contabilizzare l'energia come difesa 🤔
Da una prospettiva tecnica, la proposta presenta sfide contabili e di supervisione. Integrare i costi energetici nelle clausole di salvaguardia richiederebbe di definire quale percentuale della spesa energetica è critica per la sicurezza nazionale e quale risponde a inefficienze del mercato. La Commissione Europea dovrebbe stabilire criteri uniformi per evitare che i paesi utilizzino questa via per nascondere deficit strutturali, complicando la disciplina fiscale del blocco.
Bruxelles: dal controllo dei deficit al pagamento della bolletta della luce 💡
Giorgetti propone che, se la difesa ha già il lasciapassare per spendere, anche l'energia meriti il proprio salvacondotto. Presto vedremo ministri chiedere che il caffè della colazione venga dichiarato spesa di sicurezza nazionale per eludere il Patto di Stabilità. Nel frattempo, Bruxelles farà acrobazie affinché il 1,5% del PIL non finisca per pagare le bollette di mezza Europa. La creatività fiscale non ha limiti.