Il presidente iraniano, Masud Pezeshkian, ha chiarito che l'ultima parola su qualsiasi accordo con gli USA spetta alla guida suprema Mojtaba Jamenei. Teheran difende il proprio diritto alla tecnologia nucleare, promettendo di non fabbricare bombe atomiche né di destabilizzare la zona. Tuttavia, un consigliere ha fatto esplodere la bomba: se le pressioni continuano, potrebbero uscire dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP). Il braccio di ferro diplomatico si intensifica. 🎭
Il dilemma tecnico dell'uranio arricchito e delle centrifughe ⚛️
La posizione iraniana si basa sulla propria capacità tecnica. Possiedono centrifughe IR-6 e IR-9, in grado di arricchire uranio al 60% in pochi giorni. Quel livello è vicino al 90% necessario per un'arma, ma Teheran insiste sugli usi civili. Il TNP consente l'arricchimento per scopi pacifici, ma l'AIEA richiede ispezioni. Se l'Iran si ritira dal trattato, potrebbe eludere qualsiasi controllo e aumentare la propria produzione. Il margine di manovra si riduce a una decisione politica.
La minaccia nucleare che non è una minaccia, ma quasi ⚠️
L'Iran giura di non volere la bomba, ma minaccia di ritirarsi dal TNP se viene messo sotto pressione. È come un vicino che dice non farò casino alla festa, mentre tiene in mano una mazza da baseball. La guida suprema ha il pulsante di approvazione, e il presidente fa solo da portavoce. La comunità internazionale, tra risate e pianti, vede come il braccio di ferro si trasformi in una telenovela con le centrifughe sullo sfondo.