Un rapporto esaustivo basato su 400 testimonianze di testimoni ed esperti documenta che Hamas ha utilizzato lo stupro, la mutilazione genitale e altri atti di violenza sessuale come armi di guerra durante gli attacchi del 7 ottobre. L'indagine, considerata la più dettagliata fino ad oggi, indica che questi crimini sono stati deliberatamente diretti contro donne e ragazze israeliane, facendo parte di una strategia sistematica di terrore.
Telecamere corporee e social media: la tecnologia come testimone 📹
Il rapporto si basa su analisi forensi di dispositivi elettronici, incluse telecamere corporee degli aggressori e registrazioni da telefoni cellulari. I ricercatori hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per autenticare e incrociare i dati visivi con le testimonianze. Sono stati anche esaminati modelli di comunicazione sui social media e app di messaggistica crittografata per tracciare il coordinamento degli attacchi e la diffusione di propaganda che celebrava la violenza sessuale, consentendo di stabilire una catena di comando e premeditazione.
Il manuale di stile della barbarie: edizione limitata 🤡
Sembra che Hamas abbia letto il manuale sbagliato di strategia militare, quello che dice che stuprare e mutilare è una tattica di guerra efficace. Forse hanno confuso il campo di battaglia con un reality show di sopravvivenza dove vince il più crudele. Il rapporto dettaglia che hanno persino usato i social media per promuovere le loro imprese, come se fossero influencer dell'orrore. Alla fine, la loro eredità non sarà di coraggio, ma di un pessimo curriculum per qualsiasi aspirante gruppo terrorista con velleità da statista.