Hiroshi Kojina: il regista che ha domato il caos di Hunter x Hunter

08 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Hiroshi Kojina non è un nome che risuona in tutte le conversazioni di corridoio, ma la sua impronta tecnica nell'animazione è profonda. Con una carriera iniziata negli studi più duri del settore, ha raggiunto il suo punto più alto prendendo le redini di Hunter x Hunter (2011). Il suo approccio: adattamenti fedeli, ma con un polso dinamico che mantiene lo spettatore incollato alla sedia senza tradire il materiale originale.

Hiroshi Kojina dirige una scena caotica di Hunter x Hunter, con storyboard e personaggi in azione dinamica.

Espressività facciale e fluidità: il motore tecnico di Kojina 🎬

Kojina privilegia due elementi chiave nella sua regia: l'espressività facciale e l'animazione fluida. In Hunter x Hunter, è riuscito a far sì che personaggi come Gon o Killua trasmettessero emozioni complesse con microgesti precisi, anche in episodi di riempimento o transizione. La sua ossessione per mantenere una cadenza costante di fotogrammi chiave ha evitato i cali di qualità tipici delle serie di lunga durata. Inoltre, il suo uso di piani sequenza nei combattimenti, come nella saga delle Formiche Chimera, dimostra un controllo del ritmo che pochi registi riescono a sostenere per 148 episodi.

Il regista che ha fatto sudare gli animatori (letteralmente) 💦

Le leggende narrano che Kojina rivedesse ogni storyboard con una lente d'ingrandimento e un taccuino dove scriveva cose come più rughe sulla fronte di Leorio o il pugno di Killua ha bisogno di 3 fotogrammi extra di impatto. Mentre altri registi si accontentavano di volti statici e sfondi riciclati, lui esigeva che anche i personaggi secondari avessero sopracciglia espressive. Il risultato: una serie che si vede bene anche in pausa, anche se gli animatori probabilmente sognavano scene di riempimento con nuvole per riposarsi.