Una guida turistica non dipende più solo dalla sua voce e da un puntatore laser. La tecnologia 3D permette di ricreare rovine, edifici scomparsi o scene storiche direttamente sul paesaggio reale. Ad esempio, visitando un foro romano in rovina, la guida può mostrare su un tablet o occhiali AR com'era il luogo al suo apice, con colonne, statue e cittadini virtuali. Questo trasforma una spiegazione astratta in un'esperienza visiva concreta.
L'attrezzatura base per una guida con superpoteri digitali 🛠️
Per questo serve uno scanner 3D come il LiDAR di un iPad Pro o una fotocamera con fotogrammetria (es. RealityCapture o Meshroom) per catturare il luogo attuale. Poi, software di modellazione come Blender (gratuito) o SketchUp permette di ricostruire la struttura storica. La visualizzazione si fa con motori in tempo reale come Unity o Unreal Engine, o direttamente con applicazioni di realtà aumentata come ARKit (iOS) o ARCore (Android). Il risultato: la guida sovrappone la ricostruzione 3D sulla rovina reale.
La guida che ora compete con un ologramma 🤖
Il punto è che la guida non può più riposare sugli allori della sua battuta brutta su Cesare. Ora, mentre indica una pietra, un turista gli chiede: e dov'è il modello 3D della statua. O peggio, il cliente si mette gli occhiali AR e inizia a ignorarlo per vedere un gladiatore virtuale. La guida dovrà impegnarsi il doppio: essere carismatico e, per di più, tecnico di supporto. Almeno, se la batteria si esaurisce, può sempre dare la colpa all'Impero Romano.