Il soprano britannico Felicity Lott è morta all'età di 79 anni, secondo quanto riportato dalla rivista Scherzo. Riconosciuta per la sua versatilità ed eleganza interpretativa, si è distinta nell'opera, nei lieder e nella musica da camera. La sua carriera ha abbracciato oltre quattro decenni, esibendosi alla Royal Opera House, all'Opéra di Parigi e al Metropolitan di New York, acclamata per Mozart, Strauss, Debussy e Poulenc.
L'eredità tecnica di una voce che ha dominato l'acustica e il repertorio 🎵
Da un punto di vista tecnico, Lott dominava il controllo del fiato e la proiezione in sale di grandi dimensioni senza perdere la sfumatura nei pianissimi. La sua intonazione precisa e la sua dizione chiara in diverse lingue permettevano un collegamento diretto con il testo. In studi di registrazione, la sua capacità di adattarsi a microfoni a condensatore e di mantenere una dinamica stabile senza compressione eccessiva è stata fondamentale per catturare il calore naturale del suo timbro.
Il soprano che rendeva facile l'impossibile (tranne l'intonazione) 🎭
Vedere Lott in scena era come vedere qualcuno risolvere un cubo di Rubik mentre canticchia una melodia: tutto fluiva senza sforzo apparente. Ma i tecnici del suono sapevano che la sua voce era uno strumento di precisione svizzera; qualsiasi errore, lo mascherava con un gesto o un sorriso. Si dice che persino gli accordatori di pianoforte si sentissero intimiditi: se lei cantava stonato, la colpa era del pianoforte, non sua.