Félicien Kabuga, accusato di aver finanziato il genocidio ruandese del 1994, è morto sotto custodia all'età di 93 anni. Il tribunale dell'ONU indaga sulle cause del suo decesso. Considerato uno dei fuggitivi più ricercati, fu catturato in Francia nel 2020 dopo oltre due decenni di latitanza dalla giustizia con passaporti falsi.
La tecnologia di sorveglianza che ha catturato un fantasma 🕵️
La cattura di Kabuga nel 2020 non fu frutto del caso, ma della cooperazione tra agenzie e dell'uso dell'analisi forense digitale. Per anni, l'accusato usò identità false e una rete di supporto per eludere le autorità. Tuttavia, il tracciamento delle transazioni finanziarie e delle comunicazioni cifrate, combinato con database di viaggiatori, permise di localizzarlo in un sobborgo di Parigi. Il suo caso mostra come l'intelligenza artificiale e i big data siano diventati strumenti chiave contro i crimini contro l'umanità.
Il processo che è sfuggito all'orologio biologico ⏳
Kabuga riuscì a sfuggire alla giustizia per 26 anni, ma alla fine fu sconfitto da un rivale implacabile: la vecchiaia. Il suo processo iniziò nel 2022, ma riuscì a malapena ad ascoltare le accuse prima che il suo corpo dicesse basta. Almeno si è risparmiato il fastidio di sentire la sentenza, anche se sicuramente da qualche parte lo aspetta già un tribunale celeste con giudici meno comprensivi di quelli dell'Aia.