L'Europa blocca il ritorno di Russia e Bielorussia nel nuoto olimpico

01 May 2026 Publicado | Traducido del español

La federazione europea di nuoto ha chiesto a World Aquatics una proroga per ritardare il ritorno di Russia e Bielorussia alle competizioni con bandiere e inni fino al 1° settembre. Questa manovra mira a evitare che entrambi i paesi partecipino ai Giochi Olimpici di Parigi 2026 sotto i loro simboli nazionali, generando un dibattito sulla neutralità nello sport.

Una bandiera olimpica neutrale sventola su una piscina vuota, con un cronometro fermo al 1° settembre e ombre di atleti russi e bielorussi sullo sfondo.

Il sistema di neutralità come possibile standard tecnico globale 🌍

La proposta europea presenta un modello tecnico in cui gli atleti competono sotto bandiera neutrale, senza inni nazionali né simboli statali. Questo sistema, simile a quello usato in altri sport, richiede una piattaforma di verifica dell'identità e conformità alle norme antidoping. World Aquatics dovrà decidere se implementare questo protocollo come standard, il che comporterebbe aggiustamenti nei sistemi di iscrizione e trasmissione in diretta per evitare l'esposizione di emblemi nazionali.

L'arte di nuotare senza bandiera né inno 🏊

Sembra che la soluzione per far tornare Russia e Bielorussia in piscina sia che i loro nuotatori indossino un bracciale con il logo della federazione, ma senza la bandiera. Così, se un russo vince l'oro, il podio rimane muto. Non ci sarà inno, solo il suono delle gocce che cadono. Almeno, così i giudici non dovranno imparare la lettera di un inno che non suona dal 2022.