Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha revocato il decreto che ordinava la chiusura dell'Università Bilgi di Istanbul, dopo intense proteste di studenti e docenti. La misura iniziale, annunciata venerdì scorso, sosteneva un livello educativo insufficiente per ritirarle la licenza. Fondata nel 1996 e con oltre 20.000 studenti, l'istituzione partecipa al programma Erasmus ed è un punto di riferimento accademico nella regione.
La tecnologia educativa come campo di battaglia politica 🎓
L'università, che offre programmi in ingegneria, scienze informatiche e sviluppo software, dipende da accreditamenti stabili per mantenere accordi internazionali e finanziamenti per la ricerca. La minaccia di chiusura non riguardava solo 20.000 studenti, ma metteva a rischio progetti di R&S e la mobilità degli studenti Erasmus. Il sistema di licenze educative in Turchia, soggetto a cambiamenti improvvisi, genera incertezza nel settore tecnologico, dove la continuità dei piani di studio è fondamentale per formare professionisti competitivi.
Chiusura lampo o strategia di negoziazione? 🤔
Sembra che Erdogan abbia scoperto che chiudere un'università non è come cancellare un abbonamento a uno streaming: ci sono proteste, titoli internazionali e migliaia di studenti arrabbiati. Venerdì la licenza è volata; lunedì è tornata al suo posto. Ci si chiede se il livello educativo fosse davvero basso o se avessero solo bisogno di un promemoria che anche gli studenti sanno fare rumore. Almeno, gli Erasmus potranno continuare a raccontare le loro avventure a Istanbul senza doversi trasferire in una scuola di lingue.