Erdogan chiude lUniversità Bilgi e la libertà accademica se ne va in Erasmus

23 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ordinato la chiusura dell'Università Bilgi di Istanbul, un centro privato di tendenza liberale con oltre 20.000 studenti. La chiusura è stata ufficializzata tramite un decreto che fa appello alla facoltà legale di revocare le licenze alle istituzioni che non rispettano gli standard accademici. La comunità educativa internazionale osserva con preoccupazione questo nuovo colpo all'autonomia universitaria in Turchia.

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L'algoritmo del controllo: quando la tecnologia educativa si scontra con la burocrazia 🖥️

La misura solleva un dilemma tecnico: i sistemi di gestione accademica e le piattaforme di apprendimento online di Bilgi, che elaboravano dati di oltre 20.000 utenti, rimangono in un limbo legale. Il trasferimento dei registri studenteschi, dei certificati digitali e dei database di ricerca dovrà essere risolto in settimane. Senza protocolli chiari per la migrazione degli asset digitali, il rischio di perdita di informazioni accademiche è significativo. Il ministero non ha dettagliato come verrà preservata l'infrastruttura tecnologica del campus.

Revocano la licenza, ma il wifi continua a funzionare (per ora) 📡

La cosa più curiosa del decreto è che non specifica cosa fare con i router. Gli studenti, che hanno già ribattezzato l'evento come il Bilgi Black Friday, speculano se potranno conservare le loro credenziali di accesso alla biblioteca digitale o se queste scadranno come uno yogurt turco. Nel frattempo, nei corridoi vuoti, si sente solo il ronzio dei server che si chiedono se la loro prossima destinazione sarà un centro dati governativo o il cestino della carta straccia. La libertà accademica è andata in Erasmus; la tecnologia, a fare le valigie.