Un equipo di ricercatori ha presentato risultati promettenti in una sperimentazione clinica di fase iniziale volta a rallentare la progressione di patologie come l'Alzheimer e il Parkinson. Il trattamento, basato su una molecola che regola l'infiammazione neuronale, è riuscito a ridurre la perdita di sinapsi in un gruppo ristretto di pazienti. Sebbene il campione sia piccolo, i dati aprono la strada a future terapie più specifiche.
Meccanismo d'azione: come la molecola frena il danno cellulare 🧠
Il composto agisce sulla proteina TREM2, presente nelle cellule microgliali del cervello. Attivando questa proteina, si promuove l'eliminazione di scarti tossici come le placche di beta-amiloide e i grovigli di tau. In modelli animali, è stata osservata una riduzione del 40% nell'accumulo di questi aggregati. Le sperimentazioni umane hanno replicato parzialmente questi effetti, con un miglioramento nei marcatori di neuroinfiammazione e senza effetti avversi gravi segnalati.
Il cervello ringrazia, anche se il portafoglio non tanto 💸
Come previsto, il passo successivo sarà chiedere finanziamenti per una fase più ampia. Ed ecco che arriva il dramma: i costi di sviluppo di un farmaco neurologico possono superare il miliardo di euro. Ma ehi, se riescono a farci ricordare dove abbiamo messo le chiavi per più di cinque minuti, forse ne vale la pena. Certo, che non aumentino il prezzo del caffè nel frattempo, che poi ci prende un colpo.