Il meme di Il diavolo veste Prada 2 che sembrava IA era opera umana

05 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La polemica sulla paternità di un meme virale del sequel è stata risolta. L'immagine di Miranda Priestly in un ristorante fast food con il testo vuoi bugie con quello? è stata creata dall'artista Alexis Franklin usando Procreate e Photoshop. Il suo aspetto deliberatamente imperfetto ha ingannato molti, che lo hanno scambiato per un'opera generata dall'intelligenza artificiale.

Immagine di Miranda Priestly in un ristorante fast food, con testo 'vuoi bugie con quello?', creata da Alexis Franklin con Procreate e Photoshop, aspetto imperfetto che ha ingannato come IA.

Tecnica manuale per imitare i difetti dell'IA 🎨

Franklin ha utilizzato pennelli digitali e livelli di sfocatura per replicare gli errori tipici dei generatori automatici. Le lettere sfocate e il caratteristico tono dorato sono stati applicati a mano, senza intervento di algoritmi. L'artista cercava di far sembrare il meme economico e trascurato, proprio come ci si aspetta da un contenuto creato da una macchina. Il risultato ha confuso anche utenti addestrati a riconoscere l'arte sintetica, dimostrando che l'imitazione manuale può essere più efficace della stessa IA.

I fan festeggiano che un umano imiti meglio di un robot 😂

La rivelazione è stata accolta con sollievo e una certa ironia. Si scopre che per ingannare i rilevatori di IA basta un umano di talento con voglia di fare un meme scadente. I fan del film ritengono che questo rafforzi il suo messaggio: il lavoro artigianale resta necessario, anche se solo per sembrare un pasticcio digitale. Alla fine, la miglior difesa contro l'intelligenza artificiale è che una persona si impegni a fare peggio.