La polemica sulla paternità di un meme virale del sequel è stata risolta. L'immagine di Miranda Priestly in un ristorante fast food con il testo vuoi bugie con quello? è stata creata dall'artista Alexis Franklin usando Procreate e Photoshop. Il suo aspetto deliberatamente imperfetto ha ingannato molti, che lo hanno scambiato per un'opera generata dall'intelligenza artificiale.
Tecnica manuale per imitare i difetti dell'IA 🎨
Franklin ha utilizzato pennelli digitali e livelli di sfocatura per replicare gli errori tipici dei generatori automatici. Le lettere sfocate e il caratteristico tono dorato sono stati applicati a mano, senza intervento di algoritmi. L'artista cercava di far sembrare il meme economico e trascurato, proprio come ci si aspetta da un contenuto creato da una macchina. Il risultato ha confuso anche utenti addestrati a riconoscere l'arte sintetica, dimostrando che l'imitazione manuale può essere più efficace della stessa IA.
I fan festeggiano che un umano imiti meglio di un robot 😂
La rivelazione è stata accolta con sollievo e una certa ironia. Si scopre che per ingannare i rilevatori di IA basta un umano di talento con voglia di fare un meme scadente. I fan del film ritengono che questo rafforzi il suo messaggio: il lavoro artigianale resta necessario, anche se solo per sembrare un pasticcio digitale. Alla fine, la miglior difesa contro l'intelligenza artificiale è che una persona si impegni a fare peggio.