Il Consorzio delle Gallerie d'Arte Contemporanea ha chiesto al Governo e all'opposizione di recepire la Direttiva europea 2022/542 per applicare un'IVA ridotta al settore. La richiesta arriva dopo la denuncia della Commissione Europea contro la Spagna dinanzi alla Corte di Giustizia dell'UE, che espone i galleristi a una possibile doppia imposizione rispetto ai 26 paesi che hanno già adottato la normativa.
Recepzione digitale e fiscalità per il mercato dell'arte 🎨
La Direttiva 2022/542 stabilisce l'opzione di applicare aliquote IVA ridotte alle cessioni di opere d'arte, semplificando nella pratica la gestione fiscale per gallerie e piattaforme di vendita online. Senza un recepimento, le transazioni digitali transfrontaliere rimangono soggette a criteri disparati, generando oneri amministrativi aggiuntivi. Implementare un sistema armonizzato consentirebbe alle gallerie spagnole di competere a parità di condizioni, riducendo il costo di conformità normativa nell'ecosistema digitale dell'arte.
L'Europa chiede conti e il Fisco fa finta di niente 😅
Mentre Bruxelles porta la Spagna in tribunale per non aver applicato l'IVA ridotta, il Ministero delle Finanze sembra cercare una tela bianca su cui dipingere la soluzione. I galleristi, tra risate nervose, si chiedono se la prossima mostra sarà di arte contemporanea o di giurisprudenza fiscale. Almeno, se arriva la doppia imposizione, potranno sempre dedursi la cornice.