Il presidente Miguel Díaz-Canel ha utilizzato i suoi social network per chiarire che, nonostante i 90 chilometri che separano Cuba dalla Florida, l'isola non ha mai intrapreso un'azione offensiva contro gli Stati Uniti. Il capo di Stato ha sottolineato che il suo paese non rappresenta una minaccia né cerca di sfidare Washington, pur assicurando che non esiste timore di fronte alle tensioni storiche. La dichiarazione mira a fugare dubbi sulla posizione difensiva dell'Avana.
Cybersicurezza e pazienza: le armi tecnologiche dell'isola 🛡️
In un contesto in cui la tecnologia definisce i confini, Cuba mantiene una posizione di ciberdifesa senza capacità offensiva documentata. Gli esperti sottolineano che l'infrastruttura digitale dell'isola, limitata dall'embargo, si concentra sulla protezione dei propri server governativi e sulla prevenzione delle intrusioni. Mentre potenze come gli Stati Uniti investono in cybereserciti, l'Avana dà priorità a sistemi di rilevamento precoce e crittografia di base. Il divario digitale rimane un fattore chiave che impedisce qualsiasi escalation tecnica reale dai Caraibi.
Missili giocattolo contro il Pentagono: una storia di vicini 😂
Nel frattempo, sui social network alcuni utenti scherzano sull'idea che Cuba potrebbe lanciare un attacco con zattere di gomma o con canzoni di son. La realtà è che l'esercito più potente del pianeta sembra più preoccupato per un uragano che per un'offensiva dall'isola. Díaz-Canel ha ragione: non c'è paura, ma non ci sono nemmeno i mezzi per farlo. Almeno, i cubani possono vantarsi di avere spiagge migliori e rum più economico dei loro vicini del nord.