Giorno Zero nel 2FA: Google rileva IA in un attacco logico

12 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Un exploit Zero-Day ha scosso la sicurezza sfruttando un errore logico in un sistema 2FA. La vulnerabilità risiedeva in un presupposto codificato dallo sviluppatore, che si fidava ciecamente della verifica. Google ha confermato che è il primo caso in cui trovano prove dell'uso dell'intelligenza artificiale nell'attacco, anche se chiariscono che non è stato utilizzato il loro modello Gemini.

Un exploit Zero-Day viola un sistema 2FA, con IA rilevata da Google nell'attacco logico.

Il difetto tecnico: fiducia mal riposta nel codice 🛡️

L'errore è nato quando il programmatore ha assunto che il secondo fattore fosse infallibile e non ha convalidato correttamente i token. Gli attaccanti hanno sfruttato questa logica difettosa per eludere l'autenticazione senza bisogno di intercettare codici SMS o applicazioni. L'analisi forense di Google ha rivelato modelli di comportamento automatizzati, indicando che l'IA è stata utilizzata per identificare e replicare il flusso di validazione, ma non per generare contenuti o interagire direttamente con il sistema.

IA vs. 2FA: quando la macchina ride del tuo token 🤖

Alla fine, l'intelligenza artificiale non è venuta a rubarti il lavoro, ma a bypassare il tuo doppio fattore di autenticazione. Mentre tu sudavi cercando il codice sul tuo cellulare, un'IA aveva già dedotto che il sistema si fidava di te senza chiedere due volte. Almeno possiamo consolarci: non è stato Gemini a hackerarti, solo un'intelligenza artificiale anonima che, come un buon vicino, sapeva che la porta era aperta.