Dal Alps Tour allo US Open: il salto di Rocco Repetto

25 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il golfista malagueño Rocco Repetto è riuscito in appena un anno a compiere un'ascesa che sembra uscita da un videogioco: è passato dal competere nell'Alps Tour, la terza divisione europea, a qualificarsi per lo US Open. È come passare dalla Seconda B del golf all'élite mondiale in un solo torneo. Ha superato le fasi di qualificazione e ora si misurerà con i migliori in uno dei quattro major. Una storia di perseveranza e talento che ha fatto il giro del circuito.

sequenza di swing del golf su un green illuminato dal sole, Rocco Repetto a metà swing con il driver, transizione dalla bandiera dell'Alps Tour a quella dello US Open sullo sfondo, fili d'erba e granelli di sabbia che si sollevano all'impatto, velocità della testa del bastone visibile con motion blur, borsa da golf professionale con bastoni, portacarte, telemetro sulla borsa, inquadratura drammatica dal basso, illuminazione dell'ora d'oro, fotografia sportiva fotorealistica, concentrazione intensa sull'espressione dell'atleta, bagliore del sole attraverso gli alberi, profondità di campo elevata, texture ultra-dettagliata del tessuto della polo

La preparazione tecnica dietro il salto di categoria 🏌️

Per compiere questo passo, Repetto ha dovuto affinare ogni aspetto del suo gioco. Nell'Alps Tour i campi sono più corti e l'usura mentale è minore. In un major come lo US Open, la precisione nel drive e il controllo della palla con i ferri lunghi sono fondamentali. Il suo team di lavoro si è concentrato sull'aggiustare lo swing e la routine del putt per sopportare la pressione di 18 buche contro avversari della top 10 mondiale. Dati di rendimento e analisi dei colpi sono stati i suoi alleati.

Dal carrello dei bastoni al jet privato (per un giorno) ✈️

Rocco è passato dal dormire in ostelli della Toscana all'alloggiare in un hotel con vista sul campo di Pinehurst. Dicono che nell'Alps Tour il catering sia un panino con la frittata; allo US Open ti servono sushi. La cosa bella è che, se manca il taglio, almeno tornerà a casa con l'esperienza di aver visto come festeggiano i campioni. E con le tasche un po' più leggere, visto che in terza divisione anche il greenfee fa male.